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No a tutti i razzismi

Giornata mondiale contro il razzismo

Oggi, 21 marzo, anniversario della strage di Sharpeville in Sud Africa, dove nel 1960 sessantanove cittadini neri furono uccisi mentre protestavano contro l' apartheid, anche a Lecce si è celebrata la Giornata Mondiale Contro il Razzismo, con una “catena umana” che ha abbracciato  piazza S. Oronzo, cuore della città.
L’iniziativa, svoltasi in contemporanea in 35 città italiane , per dire no a tutti i razzismi è stata organizzata dall' Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar
)  con il patrocinio dell'Agenzia Onu per i rifugiati:l’ UNHCR U.
E’ stato un bell‘avvio alla riflessione  sul tema delle discriminazione per quest’anno, dichiarato dalla Commissione Europea “Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti “– Verso una società giusta
.
Popoli e Culture ,la nostra Associazione, è stato uno degli anelli dell catena,presente in piazza, insieme a Migrantes, per esprimere il nostro rifiuto a qualsiasi espressione discriminatoria nei confronti dell’uomo e per dire il nostro impegno in favore dell’uguaglianza e del riconoscimento di tutti i diritti civili senza distinzione  a tutti gli uomini.
 Popoli e Culture,tra l’altro, è stata riconosciuta “Nodo Provinciale”
, contro le discriminazioni ed intende offrire il proprio modesto contributo all’’U.N.A.R. - un ufficio del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha il compito di garantire il principio della parità di trattamento per tutti i cittadini che vivono sul suolo italiano.
 Per realizzare  quest’obiettivo, per chiunque sia vittima di una discriminazione per motivi etnici o razziali, l’U.N.A.R. ha istituito un Contact Center multilingue che risponde al numero verde gratuito 800.90.10.10
, attivo tutti i giorni, dalle ore 10 alle ore 20 per raccogliere segnalazioni di comportamenti che pregiudicano la parità di trattamento tra le persone.
Ci auguriamo, comunque, che questi comportamenti si riducano sempre più di numero e di veemenza e che prevalga il civile comportamento dell’accoglienza e del riconoscersi reciprocamente semplicemente persone aventi pari dignità.

Maria Giovanna Mayo


 
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